L’ANGELO RIBELLE

In un luogo dove non c'era né sera e né mattino perché il tempo non era, Numa, un angelo dalla faccia così tosta da non fare mai quello che fanno gli altri angeli, si divertiva a tuffarsi di nuvola in nuvola, assaporando sulla materia angelica i vapori deliziosi…Aveva scoperto a sue spese che a comportarsi in quel modo non era facile trovare compagnia tra gli altri angeli ed anche il Grande Padre era preoccupato a vederlo tutto il giorno solo, proiettato nelle sue piroette. Si diceva tra gli angeli che Numa non fosse di origini angeliche e che il suo spirito ribelle derivasse dal fatto che un tempo remoto, talmente remoto che i più giovani non ne avevano memoria, egli fosse stato un umano. Solo gli anziani sapevano la verità, ma erano legati da un rigoroso silenzio. Uno dei giovani raccontava di aver ascoltato una volta gli anziani parlare tra loro e pareva che avessero detto che Numa era un giovane morto per difendere il suo amore. Ma erano solo dicerie. Quando sulla Terra qualche umano era in pericolo, nel cielo compariva un filo rosso e gli angeli, seguendolo in senso contrario, cercavano la sua origine e giungevano così nel luogo del bisogno. A volte il cielo si tingeva talmente di rosso che sembrava che le stelle fossero state decapitate. Al comparire dei fili rossi esplodeva un turbinio di ali, tanto che i contorni degli angeli scomparivano e per qualche istante sembravano formare un'unica grande sfera di luce. Era allora che Numa tendeva le ali per aumentare la velocità, vibrava tutto nello sforzo e si tuffava nella nuvola più vicina. Si raggomitolava su se stesso e rimaneva immobile per non essere scoperto. Il cielo non si rigava solo di rosso. A volte comparivano anche dei fili grigi: indicavano che un umano era in dubbio tra il Bene e il Male.Ma il Grande Padre aveva dato in merito ordini precisi: al comparire dei fili grigi nessun angelo doveva muoversi. Di fronte alla scelta tra il Bene e il Male ogni umano aveva il diritto al Libero Arbitrio. E Numa, che disattendeva puntualmente l'ordine di intervenire alla comparsa del rosso, fremeva dalla voglia di intervenire alla comparsa del grigio. Ma, ahimé, vigeva il più rigido controllo. Un giorno il cielo si tinse talmente di rosso da sembrare un immenso mattatoio, nel cielo non c'era rimasto un solo angelo nemmeno a cercarlo ai confini dell'universo e il Grande Padre aveva gli occhi commossi puntati alla Terra. Era il momento giusto. Numa decise di seguire il filo grigio comparso tra i fili rossi. Non usò le ali che avrebbero fatto troppa luce e rumore. Occorreva una forza tremenda per raggiungere la Terra senza ali nello spazio di pochi secondi del tempo degli umani. Decise allora di usare l'Energia Pura, una fonte di forza che non usava mai perché lo lasciava sbrindellato, e di cui erano dotati anche gli umani, ma essi lo ignoravano, e tranne qualcuno, nessuno di loro la usava. Numa si concentrò, richiamò in un punto infinitesimale la materia angelica e poi la fece esplodere, quindi sfrecciò con effetto dinamite e piombò sulla Terra nel punto esatto dove conduceva il filo grigio. Nessuno lo aveva notato. Si ritrovò in una stanza dove una madre rimproverava sua figlia: "Non puoi sposarlo perché ha 13 anni meno di te. Le ragazze devono preferire gli uomini più maturi" "Ma io lo amo" replicava la ragazza in lacrime. "L'amore passa e resta la realtà. E la realtà è che è troppo piccolo per te. Ora gli scrivi una lettera e gli dici che chiudi il rapporto. Sposerai Roberto Magli". "No. Non voglio sposarlo. E' la persona più vuota arida arrogante che abbia mai conosciuto!" "Ah piccola mia, è un chirurgo affermato, ed ha 8 anni più di te, è l'uomo giusto per te. Va in camera tua e fa come ti dico. E sbrigati a scrivere la lettera. Dovrai imbucarla oggi stesso". La giovane dal corpo alto e slanciato e col viso bagnato di lacrime andò in camera e iniziò a scrivere, ma dovette cambiare diversi fogli perché dei lacrimoni grossi come ciliege cadevano giù e scolorivano l'inchiostro. Non c'era tempo da perdere. Doveva inventarsi qualcosa per impedire a quella ragazza di sbagliare. In verità aveva molta paura dell'Ira del Grande Padre: sembra che un giorno lontano, quando Numa non era neppure un angelo, Egli avesse precipitato giù dal cielo il più bello degli angeli, per un problema che non aveva ben capito…qualcosa che aveva a che fare con l'orgoglio…Ma la paura non fu abbastanza forte da reprimere il desiderio di impedire a quella fanciulla di rovinare tre vite e forse anche di più…considerati i figli nati e vissuti senza amore. Lasciò la ragazza china sul suo scrittoio e corse per strada. Osservò che la buca della posta era abbastanza distante dalla casa:aveva dunque tutto il tempo di organizzarsi. Per gli umani erano le due del pomeriggio e le strade erano deserte. Notò una vetrina con un manichino dalle sembianze di un uomo. Usò l'Energia Pura e ruppe la vetrina quindi aprì la cassa e prese una manciata di banconote verdi e rosa e le infilò nelle tasche del manichino. Quindi trascinò il manichino accanto alla buca e si sedette ad aspettare la ragazza. Questa arrivò dopo circa 30 minuti del tempo degli umani. Tese la mano che stringeva la lettera verso la buca…aveva il volto bagnato…gli occhi umidi notarono il manichino…la mano restò sospesa…Numa poté sentire i sui pensieri: "Ma cosa ci fa qui questo manichino… chi lo ha portato qui… un momento… mi ricorda qualcuno… sì… Roberto, Roberto Magli, ha le tasche piene di soldi ma se lo tocco non può sentirmi e se gli parlo non può ascoltarmi e se mi bacia non può darmi alcuna emozione…" La ragazza strappò la lettera e gettò in aria i frammenti. Telefonò al suo amore che in breve fu sul posto e dopo un forte abbraccio la portò via con sé. Numa era soddisfatto. Poteva rientrare.Era penne e ossa per lo sforzo intenso, aprì dunque le ali e si lasciò galleggiare cullato dall'aria. Quando arrivò nella sua dimora c'erano tutti ad attenderlo: il Grande Padre e gli altri angeli. Numa raggrinzì talmente da trasformarsi in una palla di penne che il cuore in tumulto sollevava ritmicamente. Il Grande Padre, che aveva un debole per lui ( e questo testimoniava la sua natura umana giacché il Grande Padre era incline a perdonare gli umani), sorrideva a quella scena tragicomica..Quindi gli parlò: "Numa, hai tu trasgredito il mio ordine sul Libero Arbitrio? Lo hai trasgredito ma non lo hai trasgredito. Hai fatto riflettere un umano senza intervenire direttamente. E se hai in parte trasgredito hai trasgredito per amore e dove metti amore trovi amore. Sei perdonato Numa". L'angelo ribelle alzò la testa ed ebbe il coraggio di guardare gli occhi del Padre, gli altri angeli sbattevano le ali in segno di giubilo. Numa schizzò via felice e si tuffò nella nuvola più vicina.

L’ANGELO RIBELLEultima modifica: 2006-10-20T11:24:49+02:00da donnalibera62
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